IMD MUSIC & WEB - LA DISCOGRAFIA

Il catalogo IMD MUSIC & WEB disponibile su: ITunes, Apple Music, Spotify, DEEZER, emusic, RND, SHAZAM, SOUNDCLOUD, Google Play, amazon.com

È disponibile dal 19 Aprile 2017 in distribuzione internazionale online su tutte le principali piattaforme di downloading e streaming (ITunes, Apple Music, Spotify, Deezer, Emusic, RND, Soundcloud, Napster, Shazam, Amazon, Google Play, Anghami, Claro-musica) il nuovo album per IMD MUSIC & WEB dal titolo "L'ORFEO DIMENTICATO: INEDITI DI ALESSANDRO STRADELLA"; "live" del concerto tenuto da GIOVANNI ACCIAI con il Collegium Vocale et Instrumentale "Nova Ars Cantandi" il 21 Marzo scorso nella Sagrestia di S. Maria delle Grazie a Milano in occasione della Giornata Europea della Musica Antica e come concerto inaugurale della Stagione 2017 dell'A.M.A.Mi. a seguire, le "note di presentazione" di questo album unico che rappresenta il settimo capitolo discografico della collaborazione tra ACCIAI e IMD MUSIC & WEB.
I motetti concertati di Alessandro Stradella
Non si può negare che ogni epoca storica mantenga nei confronti di alcuni generi musicali del passato atteggiamenti discriminanti, avvalorati talvolta da giudizi superficiali e sbrigativi. Mentre, in tempi recenti, molte musiche teatrali e strumentali d’epoca barocca e classica sono state riscoperte e rivalutate, altre, di genere sacro e religioso pur importanti al tempo durante il quale vennero composte, sono rimaste confinate nei recessi oscuri della storia e, dunque, ancor oggi completamente ignorate.
È il caso della musica sacra italiana del Seicento che a differenza di quella coeva tedesca di Schütz, di Scheidt, di Buxtehude e di Böhm, non ha finora goduto, da parte degli studiosi e degli esecutori, di quell’attenzione che avrebbe meritato, come se i compositori attivi nelle istituzioni musicali ecclesiastiche di Milano, di Bergamo, di Ferrara, di Venezia, di Bologna, per non dire di Firenze, di Roma e di Napoli non avessero svolto nel Seicento un ruolo determinante nel processo di formazione e di definizione del linguaggio musicale.
Anche la produzione motettistica di Alessandro Stradella (1639-1682) rientra in quest’ordine di idee, seppur in misura piú limitata rispetto a quella di altri compositori a lui coevi, a causa del numero ridotto di brani (una ventina) che la caratterizzano. Di questi, soltanto quattro hanno una destinazione liturgica come Ave regina coelorum ed Et egressus est a filia Sion, (contemplati dal programma della registrazione di questo concerto); mentre i rimanenti intonano testi devozionali, alcuni dei quali di mano dello stesso Stradella, come O vos omnes e Care Jesu suavissime. Nella quasi totalità, questi motetti si trovano oggi patrimonio della Biblioteca Estense di Modena, in quanto lascito del duca Francesco II d’Este che li acquistò agli inizi del 1700, dopo la tragica morte del musicista romano.
È risaputo che Alessandro Stradella, nella sua breve e avventurosa esistenza, non ebbe mai l’opportunità di ricoprire il ruolo di maestro di cappella presso qualche importante istituzione religiosa romana o altrove, né di essere nominato compositore di corte. Se questo dato non lo ricavassimo dalla biografia del nostro autore, lo potremmo evincere con estrema facilità dalla natura della sua musica sacra. Si tratta infatti di motetti di vasto respiro e di forte impronta virtuosistica, che poco o nulla hanno in comune con i brani coevi pensati per il servizio liturgico e realizzati sul modello monteverdiano della Selva morale e spirituale (Venezia, 1640-41). In molti di essi, è evidente la destinazione celebrativa, come nel caso del motetto Care Jesu suavissime, dedicato a san Fillipo Neri, protettore di Roma ed eseguito il 23 luglio 1663, a palazzo Riario o di Pugna, certamen, militia est vita, «Dialogo nel monacato della Sig:ra D. Angelica Lanti chiamata S. Maria Christina nella Relig(ione)», composto nel 1675 per il convento dei santi Domenico e Sisto.
Divisi in numerose sezioni, i motetti di Stradella si rifanno allo schema della cantata da camera, alternando recitativi su «versi sciolti», impreziositi da sapide modulazioni, da inattese cadenze oppure da improvvise «colorature» vocalistiche, ad arie dal piú vario assetto formale, modellate su versi, metricamente regolari e su scelte sintattiche derivate dall’interpretazione affettiva e, dunque, retorica, della parola.
Non mancano momenti nei quali la scrittura musicale si fa severa e controllata, come nel motetto Ave, regina coelorum,  per Soprano, Alto e basso continuo, innervato da cima a fondo da trame contrappuntistiche di sapiente fattura; oppure, per contrasto, estremamente vocalistica, come in Et egressus est a filia Sion, per Alto e basso continuo, intonato sul testo biblico della «Lamentatione per il Mercoledí Santo». È interessante osservare come l’impianto formale e lo stile di scrittura di questo brano abbia influenzato non poco Marc’Antoin Charpentier (1643-1704), nella stesura delle sue Leçons des Tenèbres le quali, a loro volta, furono il modello di riferimento per analoghe pagine composte nel 1713 da François Couperin (1668-1733).
D’altra parte, l’influenza esercitata su Charpentier dall’ambiente musicale romano, dominato, in quel momento, da Giacomo Carissimi (1605-1674), è ben nota e, dunque, non deve stupire che l’opera sacra stradelliana si collochi a pieno titolo nel solco di questa tradizione e risulti paradigmatica di quel genere vocale da camera, sia sacro sia profano, che intorno alla metà  secolo XVII si andava diffondendo in ogni angolo d’Europa.
Altrettanto rimarchevole è la produzione motettistica di Stradella dedicata a quelle composizioni in stile concertante che richiedono, accanto alle voci, la presenza sistematica della coppia dei violini e del basso continuo, (O vos omnes, Care Jesu suavissime), secondo il consolidato modello formale veneziano, inaugurato da Monteverdi e poi perseguito dai compositori delle generazioni successive: da Cavalli a Legrenzi, da Merula a Bassani.
Anche qui il testo poetico offre al Nostro l’occasione per realizzare una varietà di combinazioni contrappuntistiche, armoniche e ritmiche di assoluta tensione espressiva.
Ma ciò che piú colpisce in queste pagine devozionali, indipendentemente dalla loro connotazione stilistica, non è tanto la qualità delle invenzioni che Stradella vi profonde, quanto il suo modo di procedere, sempre diverso e sempre nuovo, anche se mutuato da modelli preesistenti.
Perché questa curiosità vorace, questa frenesia indomita, questa voglia inesausta di conoscere e di capire la musica degli altri, è il tratto inconfondibile della figura umana e artistica di questo Orfeo barocco, per l’intero arco della sua purtroppo breve esistenza.
È, a ben vedere, l’unico mezzo che egli possiede per dare un senso non soltanto alla musica del suo tempo ma anche a quella che verrà.
© Giovanni Acciai

DE PASSIONE ET CRUCE DOMINI RESPONSORIA, Intervista di presentazione dell'album al direttore WALTER MARZILLI

 

 

 

Maestro Marzilli, qual è il suo ruolo all’interno del Pontificio Istituto di Musica Sacra?

 

Sono titolare della cattedra di Direzione di Coro dal 1991, dirigo il Coro Polifonico dell’istituto in tutte le occasioni pubbliche, agli atti accademici e ai concerti, e nelle celebrazioni liturgiche con il Santo Padre, insieme al coro della Cappella Sistina. Faccio anche parte della Commissione Artistica dell’istituto. 

Qual è il progetto alla base del CD?

 

L’idea è stata quella di concentrarci sui momenti più drammatici della vita di Cristo, che sono i giorni che ricordiamo nel Triduo Santo, dal Giovedì al Sabato Santo. In particolare abbiamo chiesto ai docenti di Composizione del Pontificio Istituto di Musica Sacra di scegliere, tra i complessivi ventisette responsori, il testo di tre responsori per ognuno dei tre giorni del Triduo Santo. La scelta è caduta su questi brani:

 

 

Giovedì Santo:

 

Tristis est anima mea

 

Ecce vidimus eum

 

Unus ex discipulis

 

Venerdì Santo

 

Velum templi

 

Tenebrae factae sunt

 

Caligaverunt oculi mei

 

 

Sabato Santo

 

Jerusalem surge

 

Plange quasi virgo

 

Ecce quomodo moritur justus

 

Nel CD sono contenuti anche 4 brani per organo solo, che fanno da collante tra i vari momenti raccontati dai responsori.

 

Questo CD è stato un progetto unico o si inserisce in un quadro più ampio?

La collaborazione tra me, il Coro Polifonico del Pims e i docenti di Composizione dell’istituto è stata molto proficua. Siamo partiti anni fa dall’esecuzione di alcuni brani già scritti dai nostri docenti, per arrivare ad inserire ogni anno un nuovo progetto originale studiato ad hoc, da eseguire all’interno della stagione dei concerti del Pims, con brani scritti appositamente per il nostro coro dagli insegnanti di composizione.

 

·        C’è stata una Messa per i SS. Pietro e Paolo, eseguita in occasione dell’anniversario della morte di Papa Giovanni Paolo II per soli, coro e organo.

PoPoi un interessante lavoro comparativo che accostava alcuni brani del Cantico dei Cantici composti da Giovanni Pierluigi da Palestrina, eseguiti dall’ensemble ufficiale della Cappella Sistina “Octoclaves” diretto da me, e gli stessi titoli musicati dai nostri insegnanti, e affidati al Coro Polifonico del Pims.

 

 

·        Inoltre un concerto dedicato ai testi mariani per coro e orchestra d’archi

 

 

Chi sono gli autori dei brani del CD? Sono tutti insegnanti di Composizione del Pims?

 

Sì, sono tutti insegnanti del Pims. Alcuni sono tuttora in attività, altri sono docenti emeriti, e il defunto Card. Domenico Bartolucci. Sono:

 

Marialuisa Balza, il Card. Domenico Bartolucci, Mons. Italo Bianchi, Mons. Renzo Cilia, Marco Cimagalli, Michele Manganelli, Mons. Valentino Miserachs e Silvano Presciuttini.

Gli organisti che hanno inciso i brani di cui parlavo prima all’organo Mascioni della Sala Accademica del Pims sono Marialuisa Balza e Michele Manganelli.

 

 

Come è strutturato l’organico che i compositori hanno scelto per le loro musiche? Si tratta di un coro misto?

 

In realtà nella compattezza dell’unità concettuale di questo CD, che ha come filo conduttore i Responsori della Settimana Santa, si fa largo sia la diversificazione stilistica propria di ogni compositore, legata alla sua personale vena stilistica e al suo modo di scrivere, sia la diversa caratterizzazione degli organici, con brani che prevedono un coro maschile, altri scritti per sole voci femminili e altri per coro misto.

 

 

E gli interpreti?

 

La presenza di brani per coro maschile e per coro femminile ci ha fatto scegliere due gruppi corali importanti. Le voci maschili sono quelle degli “Octoclaves”. Si tratta di un gruppo formato da cantori della Cappella Sistina che è nato nel 2003 e che dirigo dal 2009. L’ensemble ha operato in forma autonoma fino a quando il Maestro Palombella lo ha nominato Ensemble ufficiale della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”. Le voci femminili sono dell’Ensemble Kaleidos, formato da cantanti professioniste che operano in importanti istituzioni concertistiche. Nei brani per coro misto, ovviamente, i due gruppi si uniscono.

 

 

Il loro alto livello professionale ci ha permesso di registrare il CD con pochissime prove. (In più un soprano non ha potuto registrare con noi, ed è stata sostituita il giorno stesso da una bravissima collega che ha registrato leggendo tutto a prima vista…!)

 

 

Dove avete realizzato la registrazione?

 

Abbiamo preferito non fare la ripresa dentro uno studio di registrazione, ma in una chiesa, dove anche le antiche pietre potessero in qualche modo dare un contributo sonoro alla registrazione con il loro prezioso riverbero reale.

 

La scelta è caduta sulla Chiesa di Santa Costanza, la cui particolare forma circolare con la navata continua contribuisce a creare un’ottima risposta acustica, che permette di sentire bene anche le parti interne dei brani. Colgo l’occasione per ringraziare il Rettore della gentilissima ospitalità.

 

·        La ripresa sonora è stata fatta da Silvio Piersanti, un ingegnere del suono di altissimo livello, che unisce alle sue grandi doti professionali anche quelle di una grande gentilezza e disponibilità nel risolvere i tanti contrattempi che come lei immaginerà possono intervenire quando si registra fuori da uno studio.

 

 

Quale è stata la risposta dei due gruppi corali di fronte a queste nuovissime composizioni?

 

Tutti i brani sono stati prima scritti, poi concertati e quindi registrati con grande partecipazione emotiva. La scrittura, a volte anche molto complicata e impegnativa, era sempre accompagnata da una grande cantabilità, che è la cosa più ricercata da ogni esecutore. La profondità e la drammaticità dei testi, che riguardano i momenti più dolorosi della Passione e della Morte di Cristo, fanno tremare i polsi a chiunque li legga, e coinvolgono profondamente gli esecutori.

 

 

 

I responsori hanno una forma musicale caratteristica: ce ne vuole parlare?

 

Certamente. Credo che la loro caratteristica più particolare sia l’esistenza di un ritornello che, dopo il versetto, riprende l’ultima frase del corpus del responsorio. Personalmente ritengo che questa costruzione possa costituire il nucleo originario che poi ha dato vita in seguito alle arie con il “da capo” in ambito operistico.

 

 

 

Ma ciò che è importante è notare che questi ritornelli ripresentano una seconda volta, tale e quale alla prima, proprio la frase più drammatica dell’intero testo del responsorio.

 

Le faccio qualche esempio. Nel brano Unus ex discipulis si parla di Giuda, e la frase che viene ripetuta, con grande effetto drammatico è questa: Melius illi erat, si natus non fuisset… Sarebbe stato meglio per lui se non fosse mai nato!

 

Nel responsorio Tenebrae factae sunt, che descrive la morte di Cristo, la frase è: Et inclinato capite, emisit spiritum, che vuol dire: E chinato il capo, spirò…

 

CAPPELLA MUSICALE PONTIFICIA "SISTINA" COLLECTION

GIOVANNI PORCILE CONDUCTS MOZART & STRAVINSKY

 

ORCHESTRA DEL TEATRO CARLO FELICE

 

Igor Stravinsky: Concerto in mi bemolle maggiore "Dumbarton Oaks"

 

Wolfgang Amadeus Mozart: Serenata n. 10 in si bemolle maggiore KV 364 "Gran Partita"

 

Live recordings, 2002

FRANCESCO DI ROSA COLLECTION - I SOLISTI DELLA SCALA E IL GIOVANE BEETHOVEN

Ludwig Van Beethoven: Quintetto in mi bemolle maggiore per pianoforte, oboe, clarinetto, corno e fagotto, op. 16

 

I Solisti della Scala

 

Maurizio Zanini, pianoforte

Francesco Di Rosa, oboe

Fabrizio Meloni, clarinetto

Alessio Allegrini, corno

Valentino Zucchiatti, fagotto

ARCHIVI DEL TEATRO CARLO FELICE, VOLL. 1 - 4

Prossime uscite del catalogo IMD MUSIC & WEB su: ITunes, Apple Music, Spotify, DEEZER, emusic, RND, SHAZAM, SOUNDCLOUD, Google Play, amazon.com

PIERA PISTONO: PORTRAITS

LORENZO FAZZINI: SOLO (PLAYS TELEMANN, QUANTZ & MERCADANTE)

Titolo per titolo, è qui presentato - attraverso schede riguardanti i titoli principali - il catalogo delle produzioni, edizioni e riedizioni del progetto multimediale e discografico IMD Music & Web che possono essere fruite ed acquistate attraverso il Sito di distribuzione del progetto www.imdmusicshop.jimdo.com (e sui siti collegati www.imdmusicshop2.jimdo.com e www.imdmusicshop3.jimdo.com) seguendo il protocollo descritto nella sezione Servizi e Procedure 

Giovanni Acciai e il Nova Ars Cantandi Ensemble protagonisti del catalogo IMD Music & Web dal primo titolo

Giovanni Acciai collection, vol. 1 - Track-list
Track-list Giovanni Acciai collection vo
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Giovanni Acciai collection vol. 1 - note di presentazione
Giovanni Acciai collection vol. 1 - note
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Con il pianista Carlo Levi Minzi un grande percorso Beethoveniano per IMD Music & Web

E' iniziato lunedì 11 Agosto 2014 il percorso beethoveniano del progetto IMD Music & Web con il pianista Carlo Levi Minzi con due tra i massimi capolavori del genio di Bonn: le Sonate nn. 17 op. 31 n. 2 La Tempesta e 21 op. 53 Waldstein.

 

A metà 2015 si sono aggiunte al progetto, in un unico album/cofanetto virtuale tutte le ulteriori registrazioni beethoveniane disponibili del grande pianista milanese per un totale di 8 Sonate e 3 pezzi brevi tra cui alcune tra le più famose ed amate sia dal pubblico che dagli interpreti: l'op. 26 Marcia funebre, l'Appassionata (op. 57) e Gli addii (op. 81a).

 

Nel caso delle due Sonate opp. 31 n. 2 e 53, si tratta di live realizzati a quindici anni di distanza uno dall'altro, rispettivamente nel 1978 e 1994 e il secondo, ovvero l'op. 53, era, sino alla sua uscita nell'ambito di IMD MUSIC 6 WEB, discograficamente inedito.

 

In queste interpretazioni di Carlo Levi Minzi troviamo tutto il magistero interpretativo di questo straordinario musicista, vero testimone nonché erede della grande tradizione interpretativa mitteleuropea che ha nelle memorabili incisioni di Arrau l'esempio forse più celebre in discografica.

 

Tute le interpretazioni beethoveniane di CARLO LEVI MINZI sono disponibili, dal 5 Aprile 2016 in tre album sulle seguenti piattaforme web: ITunes, Spotify, amazon.com, Emusic, Deezer, RND, Google Play e SoundCloud.

 

Con Franco & Bruno Mezzena un Beethoven indimenticabile ed inedito sino ad oggi

Il terzo titolo del progetto discografico IMD Music & Web è on line dal 21 Agosto. Si tratta di una registrazione di studio (realizzata nel 2004) e sino ad oggi inedita del duo Franco Mezzena violino & Bruno Mezzena pianoforte (qui in una foto di repertorio della loro intensissima attività concertistica) che interpretano magistralmente le due più celebri Sonate di Beethoven per questo organico: la n. 5 Primavera e la n. 9 A Kreutzer

 

Due tra i brani più eseguiti e registrati del grande repertorio cameristico di ogni tempo realizzati con virtuosismo eclatante ma allo stesso tempo con quelle componenti fondamentali nell'interpretazione beethoveniana che sono da sempre - come disse un "beethoveniano DOC" quale Karl Bohm - "umiltà e passione".

 

Il quarto titolo del catalogo IMD Music & Web é un grande ritorno. Molti appassionati musicofili ed audiofili ricorderanno con passione la bella operazione discografica del pianista MARCO FUMO che, negli anni '80, "riscoprì" quell'affascinante capitolo della storia della musica (afro)americana che é il Ragtime.

 

Un patrimonio virtualmente sconfinato di piccole gemme musicali che compongono una galassia di raccolte in capo a nomi clamorosi tra i quali spiccano George Gershwin, Scott Joplin e molti altri che hanno connotato fortemente questo genere musicale consentendo anche a compositori di culture molto diverse (esempi tra i tanti: Milhaud ed Hindemith) di accostarsi credibilmente ad un universo che non ha smesso di arricchirsi di capolavori sino ai primi del '900.

 

Ai primi anni '80 l'operazione di Marco Fumo, fatta in egual misura di conoscenza, impegno e passione, restitui, almeno per quanto riguarda il pubblico italiano ed europeo (perchè certamente oltreoceano la popolarità non era mai venuta meno), dignità concertistica e discografica al Ragtime in tutte le sue sfaccettature con degli strascichi davvero imprevedibili tra cui l'esplosione di notorietà per alcuni brani scelti come colonne sonore di trasmissioni televisive di successo dell'epoca.

 

Non pago di poter portare alla ribalta i brani migliori di questa vastissima produzione, Marco Fumo coinvolse alcuni compositori contemporanei che scrissero pagine assai interessanti in questo stile a dimostrazione (se mai ve ne fosse stato buisogno) della vitalità di questo genere.

 

Il primo album discografico testimonianza di quel lavoro di ricerca ed impegno interpretativo - PIANO IN RAG - dopo numerose ristampe, torna oggi in versione ulteriormente ampliata e rinnovata (RELOADED, per l'appunto) con alcuni "bonus-track" significativi rispetto alla versine originale.

 

MARCO FUMO in una serie di interviste in streaming su IMD Music & News ci racconta la storia di questa operazione ed il senso del suo impegno trentennale per quesste musiche magnifiche. 

Quinto album del progetto iscografico IMD Music & Web, LIVE IN SIVIGLIA, del chitarrista e compositore abruzzese ALESSANDRO CAVALLUCCI, è un itinerario nell'universo poetico e creativo di questo raffinato artigiano della musica, un percorso che, dai suoni e colori di una Spagna tratteggiata a tutto tondo, ci trasporta, passo dopo passo, verso le rarefatte e solenni atmosfere della costa adriatica del Centro Italia musicalmente ritratta - con grande sensibilità descrittiva - sulla base di impressioni ed emozioni vissute negli squarci più suggestivi della stagione estiva.

 

LIVE IN SIVIGLIA, insomma, é un viaggio musicale che trae ispirazione dai luoghi ma poi é espressione delle emozioni e delle sensazioni di un'anima che sente sempre fortemente il richiamo della propria terra e delle proprie origini pur dichiarandosi apertamente debitrice, musicalmente, alla radici della cultura musicale e strumentale chitarristica spagnola.

 

I Fiati del Teatro di San Carlo sono reduci dall'aver inciso e pubblicato in allegato al numero di Settembre 2014 della rinomata rivista Amadeus, da sempre punto di riferimento per tutti i musicofili e gli audiofili, questo bellissimo album dal titolo "PAISIELLO - XII DIVERTIMENTI PER FIATI"; dedicato ad un singolare quanto affascinante repertorio assolutamente inedito, risultato di una meritoria operazione di recupero, che IMD si incarica così di mantenere viva sul mercato italiano ed internazionale continuando a distribuire il prodotto attraverso il proprio shop on line anche su tradizionale supporto CD. Con i Dodici Divertimenti per fiati, commissionati da Caterina II di Russia e custoditi sino ad oggi in versione manoscritta al Museo della Musica di San Pietroburgo, Paisiello, conosciuto principalmente come operista, diede prova del proprio fine artigianato creativo nella produzione cameristica cimentandosi con un organico che all'epoca era di assoluto riferimento anche e soprattutto per la produzione di trascrizioni da opere liriche di successo.
Diverso, ma altrettanto importante, il discorso delle composizioni che, pur nascendo come musiche di puro intrattenimento, sono da considerare vere e proprie gemme musicali; infatti, a caratterizzare questa raccolta di brevi composizioni è principalmente la genuinità della melodia, sempre accessibile e accattivante, dalle danze in in 6/8 che riconducono alla tarantella napoletana alle atmosfere più maestose composte e costruite sapientemente allo scopo di incontrare il favore ed il gusto dell'Imperatrice la quale fu, come ben sappiamo, anche figura intellettuale di primo piano nella Russia di fine '700.

Disponibile dal mese di febbraio 2015, l'album dedicato a Manuel Ponce "Sonate per chitarra e trascrizioni" nell'interpretazione di Eros Roselli, è il diciannovesimo album entrato nel catalogo di diffusione di IMD MUSIC & WEB (sesto dedicato alla chitarra) e nuova produzione dedicata ad un Autore considerato da molti il più “segoviano” di tutti, in primo luogo per il rapporto di amicizia instauratosi fra i due, poi per l'affinità estetica e la proficua sinergia che sono alla base di quello che fu un fortunato sodalizio artistico ed umano. In questo album EROS ROSELLI ha incluso tre Sonate originali per chitarra: la Sonata III scritta nel 1927, la Sonata clàsica del 1928 e la Sonata romantica composta nel 1929. Lo stesso Roselli spiega che:Delle tre Sonate incluse in questo album, in aggiunta alle edizioni curate da Segovia alla fine degli anni '20 per i tipi della Schott, sono stati resi disponibili (edizione Schott del 2006 a cura di Tilman Hoppstock) i manoscritti originali solo per quanto riguarda i primi tre movimenti della Sonata romantica ed il primo movimento della Sonata clàsica. Mentre quest'ultimo risulta assai poco interessante, la parte della Sonata romantica non revisionata da Segovia è parsa di assoluto rilievo ed attraente anche perché diversa in parte non marginale dall'edizione segoviana. Per questi motivi si è deciso di sceglierla in quest'incisione. La Sonata III e la Sonata clàsica sono, ovviamente, proposte nell'unica versione disponibile: l'edizione Schott revisionata da Segovia”. Ma una delle principali linee ispiratrici di questo album è anche, come prosegue a spiegare Roselli, che: “Questa produzione nasce per capire se - e se sì quanto - ha influito su Ponce l'ipotizzato “effetto Segovia”. Per dimostrare l'assenza o la presenza di tale effetto – all'ascoltatore spetta la valutazione definitiva – si è voluto quindi mettere a confronto alcune emblematiche composizioni per chitarra con alcuni brani originali per pianoforte che, evidentemente, non possono aver subito alcun condizionamento da parte dell'interprete spagnolo. La scelta è caduta su due opere composte, per così dire, in tempi non sospetti, vale a dire prima dell'incontro con Segovia: il Notturno, scritto da Ponce nel 1906, e la Romanza de amor, del 1915. In quest'ottica, per ritornare alle Sonate originali per chitarra, ecco perché ci è parso obbligato utilizzare, laddove possibile, la versione delle Sonate più indenne dall'intervento di Segovia, caso circoscritto, come detto, ai primi tre movimenti della Sonata romantica”. Dal 1 Febbraio 2016 questo album è disponibile online sulle seguenti piattaforme web: ITunes, Spotify, Amazon.com, Emusic, Deezer, RND, Google Play e SoundCloud.